Ramona Zordini

Nasce a Brescia nel 1983.
Nel 2009 a seguito di precedenti studi in grafica e pittura si laurea in Fotografia Artistica con il massimo dei voti.
Nel 2009 viene inoltre pubblicata sulla rivista Internazionale Zoom e vince il Premio Telethon.
Nel 2011 partecipa alla Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo con un progetto insieme a Studio Azzurro.
Nel 2014 la personale al Museo Nazionale della fotografia, nel 2016 la partecipazione al Documentario TV canadese “L’Art Erotique” e un capitolo nel libro “Il Corpo Solitario” di Giorgio Bonomi.
Lavora in Italia e all’estero collaborando con gallerie per lo più inglesi, le sue opere risiedono in varie Collezioni Permanenti tra cui citiamo il Museo MACS e il Museo MUSINF.
La sua ricerca artistica nasce dal mezzo fotografico imponendo fin da subito la necessità di eliminare le delimitazioni spaziali e mentali di opera fotografica quadrata e bidimensionale; Lavora principalmente sul concetto di mutamento, di trasformazione psico-fisica, attratta più dal divenire scandito e modificato dal tempo che dal processo compiuto, spesso attrice del suo stesso lavoro, si serve dell’arte per esplorare le proprie scatole chiuse e scoperchiarle.
Negli ultimi anni, cercando di soverchiare le delimitazioni spaziali ha unito la fotografia del corpo al cucito e alla tridimensionalità degli altorilievi lavorando prevalentemente con l’acqua, elemento ricco del concetto di trasformazione e delimitazione tra l’ora e il suo tempo dissonante.
“Vorrei l’impermeabilità delle cose per toccare ogni sensazione senza che filtri occasionalmente il mio essere e mi stordisca, lasciandomi implosa a riempire una scatola di rievocazioni decomposte e reinventate a mia immagine e somiglianza. Ambiguo il termine, ambiguo il luogo, il gesto, il pensiero, i tuoi occhi persi dentro un lui senza entrata, è un eterno momento di transizione, nulla è come ieri, il filtro è da pulire.”

 

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